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Guffanti Oro


UNA STORIA CHE NON SI E' PERDUTA NEL TEMPO

Tutto è cominciato a Cusano Milanino, alle porte di Milano, quando i tram erano ancora trainati dai cavalli. Il bisnonno di Danilo Guffanti proprio dei cavalli si interessava, e anche dei passeggeri. Il suo infatti era un punto di ristoro nella piazza centrale del paese, che si occupava anche dell'assistenza agli animali:per sistemare i loro ferri durante le soste. E già che c'era, perché il metallo è pur sempre metallo, è diventato un maestro anche nel lavorare ferri battuti e oggetti in metallo in genere. Compresi gli strumenti di lavoro. Oltre alla capacità di lavorare i metalli, il bisnonno di Danilo ha lasciato ai figli e ai nipoti proprio diversi di quegli strumenti, fatti con le sue mani, che ancora oggi Danilo utilizza per le sue creazioni. Che non sono più ferri di cavallo, né ferri battuti, né strumenti da lavoro ma gioielli. Fra i più bei gioielli interamente realizzati a mano in Italia: gioie che fanno la gioia delle donne che li indossano in tutto il mondo e delle gioiellerie che in tutto il mondo hanno il privilegio di poterli proporre alle loro clienti. Tutti i mestieri sono nobili, ma alcuni forse lo sono un po' di più (se non altro per i materiali che utilizzano). E' probabilmente per questo che nel 1960 il papà di Danilo, Felice, che faceva l'orafo come dipendente, insieme a suo papà Angelo - il nonno di Danilo, che allora lavorava alla Borletti - decidono di aprire il loro laboratorio di oreficeria, facendo tesoro anche dall'esperienza maturata nel punto di ristoro e di assistenza di Cusano Milanino. Il nonno scompare nel 1962, solo 2 anni dopo l'avvio dell'attività. E da quel momento mamma Iolanda si occupa dell'attività a cui si unisce Enrico, zio di Danilo, che impara il mestiere del fratello Felice. Insomma, nasce l'attività di famiglia, nella quale Danilo comincia a mettere il naso nel 1976, a soli quattordici anni: tutti i giorni esce da scuola e va in laboratorio dove impara a lavorare i metalli. Tutti i metalli che possono essere utilizzati per realizzare gioielli: dai meno nobili ai più preziosi. Papà Felice è stato un maestro inflessibile. Sempre pronto a spezzare con una martellata i lavori male eseguiti e a farli rifare. Ma Danilo non è stato meno rigoroso di lui. Ha fatto e rifatto. Fino a quando le sue dita sono state in grado di eguagliare quelle del papà nel creare e realizzare lavori particolarissimi e di straordinaria fattura. Forse addirittura di superarle. Ed è così che Danilo ha capito che la scuola gli stava stretta e che il suo destino era fra le quattro mura di quel laboratorio, chino sul banchetto da lavoro a realizzare gioie per rendere felici le donne. Abbandonati gli studi, ha deciso di unirsi al papà, ed è stato un bene. Perché Felice nel 1980 ha raggiunto nonno Angelo: troppo presto forse, ma la vita è così. Come il destino dei Guffanti, legato ormai indissolubilmente a quel mestiere intramontabile e antico, fra le pietre preziose, i metalli nobili - ma anche quelli meno nobili che l'abilità e la creatività delle mani nobilitano - e il piacere di realizzare oggetti unici, di intramontabile bellezza. Danilo, unico fra i tre figli di Felice a proseguire l'attività del laboratorio, da oltre vent'anni ha al suo fianco Franco Del Bosq, origini alsaziane, creatività e capacità italiane. Ma dal laboratorio sono passate decine e decine di giovani, che hanno imparato il mestiere per poi aprire spesso un loro laboratorio. Giovani - o ex giovani - che sono tutt'ora i collaboratori più stretti di Danilo Guffanti, a parte Franco Del Bosq: quelli a cui Danilo affida parte del lavoro quando i lavori sono troppi per poter essere realizzati tutti dalle sue mani e quelle di Franco. A conferma che la bottega è l'unica scuola sicura: la sola in grado di formare artigiani affidabili.

DA UN LABORATORIO UNICO GIOIELLI IRRIPETIBILI

Se chiedete s Danilo Guffanti cosa rende il suo laboratorio davvero unico nel mondo della gioielleria avrete una risposta nel segno della modestia: come tutti i grandi artigiani non si ritiene affatto unico ma apprezza e sostiene il lavoro e le capacità degli altri artigiani. E auspica che il suo mestiere non vada perduto ma che le nuove generazioni di orafi e gioiellieri possano nascere. Naturalmente, il suo apprezzamento e il suo affetto vanno a chi si è formato sotto la sua guida e prima ancora sotto la guida di suo papà Felice. Ma basta approfondire e aggirare la domanda per comprendere che la sua unicità ce l'ha eccome: sta innanzitutto nella passione con la quale è in grado di affrontare qualunque lavoro di gioielleria: dall'ideazione alla realizzazione di nuovi gioielli, alla creazione di lavori su disegni di altri - come spesso accade con le gioiellerie con le quali lavora regolarmente - , alla realizzazione dei prototipi per l'industria orafa (quei prototipi che consentono poi la fabbricazione in serie di gioielli di marca), all'incassatura delle pietre preziose, all'ideazione di gioielli originali: ideazione che l'esperienza del lavoro manuale e il gusto che si è formato in tanti anni di lavoro lo porta a pensare a gioielli di straordinaria e attuale classicità. Ma la sua abilità lo porta fino ai più raffinati lavori di riparazione di gioielli anche antichi. E la sua modestia lo ha spinto a frequentare corsi specifici di intervento sulla gioielleria antica che gli hanno consentito di ottenere l'abilitazione del Ministero dei Beni Culturali per questo tipo di interventi: pochi in un anno, ma complemento necessario di una competenza tecnica e di un'abilità manuale difficilmente uguagliabili. Ed è proprio l'abilità manuale, la capacità di fare qualunque lavoro di gioielleria con le proprie mani l'orgoglio di Danilo Guffanti. Insieme, va sottolineato, alla sua vera passione per la tradizione delle lavorazioni manuali, che lo spinge a privilegiare i processi artigianali come la saldatura a bocca, la sola che ancora oggi consente di controllare perfettamente la saldata per un lavoro di massima raffinatezza, e le fusioni in osso di seppia: una tecnica che per secoli gli orafi hanno utilizzato per riprodurre piccoli oggetti, quasi sempre anelli. La fusione in osso di seppia non richiede macchinari e può essere impiegata come strumento creativo che consente di ottenere un'ampia gamma di risultati. Ormai da decenni l'osso di seppia è stato spinto fuori dai laboratori come metodo per la riproduzione di repliche, soppiantato dalla microfusione in cera persa. Da quasi tutti i laboratori ma non da quello di Danilo Guffanti che, oltre a continuare a utilizzare gli strumenti realizzati nei primi del Novecento dai suoi avi, è uno dei pochissimi che continuano ad utilizzare questa straordinaria tecnica. Il risultato di questa passione, e di queste scelte tecniche, è sempre inatteso: gioielli che non saranno mai uno uguale all'altro, che differenze a volte anche piccole rendono realmente unici e non replicabili. Un pregio non da poco in un campo come quello dell'oreficeria e della gioielleria. Perché quello della gioielleria è un universo fatto non solo di valori materiali - il prezzo e il peso dell'oro e degli altri metalli preziosi, la caratura delle pietre, ecc. - ma anche e soprattutto di valori immateriali: i sentimenti a cui il gioiello è legato ma anche la sua irripetibilità, rafforzata dall'idea stessa che quel meraviglioso ornamento del corpo è il frutto del lavoro amorevole delle mani del gioielliere che lo ha realizzato. Una irripetibilità rafforzata dal fascino di quelle irregolarità impercettibili se non all'occhio esperto che aggiungono al valore venale quello della passione e dell'amore per il manufatto: passione e amore di chi lo ha pensato come di chi lo apprezza, lo sceglie, lo indossa.

GIOIELLI IRRIPETIBILI PER GIOIELLIERI ECCELLENTI

Capita che qualche privato si rivolga direttamente al laboratorio di Danilo Guffanti per farsi realizzare un gioiello nuovo o per far riparare un gioiello di famiglia. Ma sono le gioiellerie i clienti con i quali il laboratorio collabora costantemente. Non tutte le gioiellerie, però: solo quelle che si rivolgono alle donne capaci di apprezzare realmente il valore di un gioiello pensato per durare nel tempo per il suo disegno, per la scelta dei materiali con cui è realizzato, per la tecnica della manifattura artigianale e, non ultimo, per l'amore con cui è concepito e la passione con la quale è tradotto in realtà. Poche gioiellerie, in Italia e nel mondo, con le quali e per le quali Danilo Guffanti pensa e costruisce gioielli con le proprie mani, con quelle del suo collaboratore storico Franco Del Bosq e - quando necessario - degli artigiani formati da lui e dal papà Felice con la stessa passione con cui disegna e fabbrica i suoi preziosissimi lavori.



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